The analog kid (Il fanciullo analogico) è la traccia numero due del nono album dei Rush, Signals pubblicato il 9 settembre del 1982.

Formazione Rush (1982)

  • Geddy Lee – basso, voce, tastiere,
  • Alex Lifeson – chitarra
  • Neil Peart – batteria

Traduzione The analog kid – Rush

Testo tradotto di The analog kid  (Peart, Lifeson, Lee) dei Rush [Mercury]

The analog kid

A hot and windy August afternoon
Has the trees in constant motion
With a flash of silver leaves
As they’re rocking in the breeze

The boy lies in the grass with one blade
Stuck between his teeth
A vague sensation quickens
In his young and restless heart
And a bright and nameless vision
Has him longing to depart

You move me
You move me
With your buildings and your eyes
Autumn woods and Winter skies
You move me
You move me
Open sea and city lights
Busy streets and dizzy heights
You call me
You call me

The fawn-eyed girl
with sun-browned legs
Dances on the edge of his dream
And her voice rings in his ears
Like the music of the Spheres

The boy lies in the grass, unmoving
Staring at the sky
His mother starts to call him
As a hawk goes soaring by
The boy pulls down his baseball cap
And covers up his eyes

You move me
You move me
With your buildings and your eyes
Autumn woods and winter skies
You move me
You move me
Open sea and city lights
Busy streets and dizzy heights
You call me
You call me

Too many hands on my time
Too many feelings
Too many things on my mind
When I leave I don’t know
What I’m hoping to find
When I leave I don’t know
What I’m leaving behind…

When I leave I don’t know
What I’m hoping to find
When I leave I don’t know
What I’m leaving behind…

Il fanciullo analogico

Un pomeriggio arieggiato d’Agosto
Mantiene gl’alberi in costante moto
Con un lampo d’argentee foglie
Nel momento in cui si scontrano con la brezza

Il ragazzo giace steso sul prato con un filo d’erba
Infilato tra i suoi denti
Lo ravviva un sensazione vaga
Nel suo cuore discolo e sbarazzino
E una brillante e ignota visione
lo coglie in una brama di partire all’avventura

Mi hai scosso
Mi hai scosso
Grazie ai tuoi edifici e ai tuoi occhi
Selve d’Autunno e empirei d’Inverno
Mi hai scosso
Mi hai scosso
Vasto oceani e albori metropolitani
Vie affollate e altezze vertiginose
Mi hai scosso
Mi hai scosso

La ragazza dagl’occhi di cerbiatto
con gambe abbronzate
Danza alle soglie delle sue oniriche peripezie
E tintinna la sua voce nei timpani di lui
Come la melodia delle Sfere

Il ragazzo giace steso sull’erba, inerme
Scrutando nel profondo il cielo
Sua madre inizia a chiamarne il nome
Mentre un falchetto si leva in volo
Il ragazzo getta a terra il suo berretto da baseball
E si stropiccia gl’occhi

Mi hai scosso
Mi hai scosso
Grazie ai tuoi edifici e ai tuoi occhi
Selve d’Autunno e empirei d’Inverno
Mi hai scosso
Mi hai scosso
Vasto oceani e albori metropolitani
Vie affollate e altezze vertiginose
Mi hai scosso
Mi hai scosso

Troppi palmi sul mio momento
Troppi sentimenti
Troppi episodi fluttuanti nella mia mente
Quando scordo di non conoscere
Ciò che spero di scoprire
Quando scordo di non conoscere
Ciò che ho lasciato alle mie spalle…

Quando scordo di non conoscere
Ciò che spero di scoprire
Quando scordo di non conoscere
Ciò che ho lasciato alle mie spalle…

* traduzione inviata da Stefano Quizz

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