The camera eye (L’obbiettivo della telecamera) è la traccia numero cinque dell’ottavo album dei Rush, Moving Pictures, pubblicato il 12 febbraio del 1981.

Formazione Rush (1981)

  • Geddy Lee – voce, basso, tastiere
  • Alex Lifeson – chitarra
  • Neil Peart – batteria

Traduzione The camera eye – Rush

Testo tradotto di The camera eye (Lifeson, Lee, Peart) dei Rush [Mercury]

The camera eye

[Act I]

Grim-faced and forbidding,
Their faces closed tight,
An angular mass of New Yorkers
Pacing in rhythm,
Race the oncoming night,
They chase through
the streets of Manhattan.
Head-first humanity,
Pause at a light,
Then flow through the streets of the city.

They seem oblivious
To a soft spring rain,
Like an English rain
So light, yet endless
From a leaden sky.

The buildings are lost
In their limitless rise.
My feet catch the pulse
And the purposeful stride.

I feel the sense of possibilities,
I feel the wrench of hard realities.
The focus is sharp in the city.

[Act II]

Wide-angle watcher
On life’s ancient tales,
Steeped in the history of London.

Green and grey washes
In a wispy white veil
Mist in the streets of Westminster.
Wistful and weathered,
The pride still prevails,
Alive in the streets of the city.

Are they oblivious
To this quality?
A quality
Of light unique to
Every city’s streets.

Pavements may teem
With intense energy,
But the city is calm
In this violent sea.

I feel the sense of possibilities,
I feel the wrench of hard realities.
The focus is sharp in the city.

L’obbiettivo della telecamera

[Atto I]

Dal volto tetro e torvo,
I loro volti suggellati e stretti
La spigolosa massa dei Newyorchesi
Passi ritmati,
Sfida la notte imminente,
Essi si danno all’inseguimento
districandosi tra le viuzze di Manhattan.
L’umanità a capofitto,
Sosta sotto un fascio luminoso,
Poi schizza lungo le strade della metropoli.

Loro sembrano ignari
Verso una delicata pioggerellina primaverile,
Come pioggia Britannica
Così fulgida, ancora inestinguibile
Da un plumbeo empireo.

Gli edifici si confondono
Nella loro interminabile ascesa.
Le piante dei miei piedi seguono il ritmo
E l’energica andatura.

Percepisco il significato dell’evenienza,
Percepisco l’avvolgere delle ardue immanenze.
Il focalizzo è acuto nell’urbe.

[Atto II]

Guardiano dal grandangolo
Su primieve novelle di vita,
Si immerse nella storiografia Londinese.

Erosioni smeraldine e grigie
In un sottile velo candido
Offuscato nei vicoli di Westminster.
Elucubrante e venerando,
L’orgoglio ancora predomina,
Vigoroso nelle strade della metropoli.

Essi sono ignari
A questo pregio?
Un pregio
Di iridescenza unico in
Ogni contrada della città.

Il manto stradale può brulicare
Di intensa energia,
Ma la metropoli è calma
In questo burrascoso oceano.

Percepisco il significato dell’evenienza,
Percepisco l’avvolgere delle ardue immanenze.
Il focalizzo è acuto nell’urbe.

* traduzione inviata da Stefano Quizz

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