Your possible pasts – Pink Floyd

Your possible pasts (I tuoi possibili trascorsi) è la traccia numero due del dodicesimo album dei Pink Floyd, The Final Cut pubblicato il 21 marzo del 1983.

Formazione Pink Floyd (1983)

  • Roger Waters – voce, basso
  • David Gilmour – voce, chitarra
  • Nick Mason – batteria

Traduzione Your possible pasts – Pink Floyd

Testo tradotto di Your possible pasts (Waters) dei Pink Floyd [EMI]

Your possible pasts

They flutter behind you
your possible pasts
Some bright-eyed and crazy
some frightened and lost
A warning to anyone still in command
Of their possible future to take care
In derelict sidings the poppies entwine
With cattle trucks lying
in wait for the next time

Do you remember me? How we used to be?
Do you think we should be closer?

She stood in the doorway
the ghost of a smile
Haunting her face
like a cheap hotel sign
Her cold eyes imploring
the men in their macs
For the gold in their bags
or the knives in their backs
Stepping up boldly one put out his hand
He said, “I was just a child then.
Now I’m only a man.”

Do you remember me? How we used to be?
Do you think we should be closer?

By the cold and religious
we were taken in hand
Shown how to feel good
and told to feel bad
Tongue tied and terrified
we learned how to pray
Now our feelings run
deep and cold as the clay
And strung out behind us
the banners and flags
Of our possible pasts lie
in tatters and rags

Do you remember me? How we used to be?
Do you think we should be closer?

I tuoi possibili trascorsi

Fluttuano dietro di te
i tuoi possibili trascorsi
Alcuni con occhi lucidi e pazzi,
altri spaventati e perduti
Un avvertimento a chi è ancora al comando
Di prendersi cura dei loro possibili futuri
Nei binari abbandonati i papaveri si intrecciano
Con carri da bestiame
in attesa della prossima volta

Ti ricordi di me? Di come eravamo?
Pensi che dovremmo essere più vicini?

Lei era in piedi sulla soglia,
il fantasma di un sorriso
Ossessionava il suo volto
Come fosse l’insegna di un hotel a buon mercato
I suoi occhi freddi imploravano
Gli uomini nei loro impermeabili
Per l’oro nelle loro borse
O per i coltelli nelle loro schiene
Uno si fece avanti deciso, le diede la mano
E disse: “Allora ero solo un bambino,
Adesso sono solo un uomo”

Ti ricordi di me? Di come eravamo?
Pensi che dovremmo essere più vicini?

Dal freddo e dai religiosi
siamo stati presi per mano
Ci mostravano come sentirci buoni,
E ci dicevano di sentirci cattivi
Ammutoliti e terrorizzati
abbiamo imparato come pregare
Adesso le nostre sensazioni corrono
profonde e fredde come l’argilla
E appesi alle nostre spalle,
gli stendardi e le bandiere
Dei nostri possibili trascorsi
giacciono in stracci  e brandelli

Ti ricordi di me? Di come eravamo?
Pensi che dovremmo essere più vicini?

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