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Genese future – Rockets

Genese future (Genesi futura) è la traccia numero nove del primo omonimo album dei Rockets, pubblicato nel giugno del 1976. [♫ video ufficiale ♫]

Formazione Rockets (1976)

  • Christian Le Bartz – voce
  • ‘Little’ Gérard L’Her – voce e basso
  • Bernard Torelli – chitarra
  • Alain Maratrat – chitarra, tastiere e voce
  • Alain Groetzinger – batteria e percussioni
  • Michel Goubet – tastiere

Traduzione Genese future – Rockets

Testo tradotto di Genese future (François Bréant) dei Rockets [Decca]

Apres que la folie des hommes
Eut libere des forces pour lesquelles
Ils n’avaient pas la connaissance
Et que la grande lueur mauvaise
Eut brule en un jour toute la surface de la terre
Et que toute forme de vie eut disparu
Et qu’il ne resta plus qu’un ocean de feu
Des magmas oublies surgirent des profondeurs du globe
Et se refroidirent en mer de vie
Lacs de saphirs et montagnes de poudre

Dopo che la follia degli uomini
È stata rilasciata dalle forze per le quali
Non avevano conoscenza
E il grande bagliore malvagio
Ha bruciato l’intera superficie della terra in un giorno
E che tutta la vita era sparita
C’era solo un oceano di fuoco
I magmi dimenticati sono emersi dalle profondità del globo
E rinfrescati nel mare della vita
Laghi di zaffiro e montagne di polvere

Alors seulement les fils de la connaissance
Virent que les derniers lambeaux de la malediction humaine
S’etaient enfin disperses aux confins de l’univers

Solo allora i figli della conoscenza
Hanno visto che gli ultimi brandelli della maledizione umana
Finalmente si erano dispersi ai margini dell’universo

Et deciderent que cette planete du systeme d’Oran
Etait enfin bonne pour recevoir la vie.

E decisero che questo pianeta del sistema di Orano
Alla fine sarebbe stato buono per ricevere la vita

Le premier jour, le vivants a jamais fils de la connaissance
Descendirent sur la terre pour faire place nette
Et chasser le petits genies solitaires et malefiques
Qui s’installent souvent sur les planetes abandonees
Ils virent que l’eau de la vie manquait
Et se mirent a dormir la jusqu’au soir

Il primo giorno, i vivi non hanno mai avuto i figli della conoscenza
Scesi sulla terra per far posto
E per scacciare i geni maschi soli e malvagi
Che spesso si stabiliscono sui pianeti abbandonati
Hanno visto che mancava l’acqua della vita
E cominciarono a dormire lì fino a sera

Le deuxieme jour, ils peuplerent mers et oceans de vie
Quatre grandes medeuses intelligentes
Furent chargees de regner sur le monde marin

Il secondo giorno popolavano i mari e gli oceani della vita
Quattro grandi medee intelligenti
Erano responsabili per il regno sul mondo marino

Orion…Occident…Septentrion…Meridion

Orione… Occidente… Settentrione… Meridione

Le trosieme jour, le vivants a jamais fils de la connaissance
Peulperent les surfaces emergees
De vegetaux pensants et autogeres

Il terzo giorno, i vivi sono per sempre i figli della conoscenza
Le superfici emerse erano rigogliose
Di piante pensanti e autosufficienti

Le cinquieme jour, les fils de la connaissance
Peuplerent montagnes et vallees, plateaux et plaines
D’animaux sapient et benefiques
Qui se reproduisaient en phartenogenese
Ces animaux etaient autogerers

Il quinto giorno, figli della conoscenza
Montagne popolate e valli, altipiani e pianure
Gli animali sono sapienti e benefici
Che si riproducono per partenogenesi
Questi animali si autogestiscono

Le sixieme jour, le fils de la connaissance
Virent que la terre etait bonne
Et que l’experience valait la peine d’etre a nouveau tentee
Ils creerent des etres a leur image
Des humanoides a la peau d’acier
Charges a jamais d’equilibrer le blanc et le noir
Le plus et le moins
Des humanoides a la peau d’acier
Gardiens toujours du secret

Il sesto giorno, figli della conoscenza
Ho visto che la terra era buona
E che valeva la pena riprovare l’esperienza
Creano esseri a loro immagine
Umanoidi dalla pelle d’acciaio
Si carica per sempre per bilanciare bianco e nero
Il più e il meno
Umanoidi dalla pelle d’acciaio
Custodi del segreto

Le septieme jour, le fils de la connaissance
Se rejouirent car la terre etait bonne
Dans le galaxies les plus reculees
Resonerent les echoes d’interminables festin
Qui saluaient la nouvelle terre

Il settimo giorno, figli della conoscenza
Gioì perché la terra era buona
Nelle galassie più lontane
Risuonano gli echi di infinite festività
Chi ha salutato la nuova terra

Le souvenir de la nature meme, etait deja bien loin

Il ricordo della natura stessa era già molto lontano

* traduzione inviata da graograman00

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