Telegraph road (La via del telegrafo) è la traccia che apre il quarto album dei Dire Straits, Love over gold pubblicato il 20 settembre del 1982. La canzone parla della crisi che ha colpito il Michigan e sobborghi di Detroit, inizialmente disabitati e selvaggi, dove appunto il telegrafo ha portato persone, lavoro e ricchezza. Ma che, nel corso degli anni, si sono spopolati a causa della disoccupazione, tornando quasi allo stato iniziale, descritto nei primi versi.

Formazione Dire Straits (1982)

  • Mark Knopfler – voce, chitarra
  • Hal Lindes – chitarra
  • John Illsley – basso
  • Pick Withers – batteria
  • Alan Clark – tastiere

Traduzione Telegraph road – Dire Straits

Testo tradotto di Telegraph road (Knopfler) dei Dire Straits [Vertigo]

Telegraph road

A long time ago
came a man on a track
walking thirty miles
with a pack on his back
and he put down his load
where he thought it was the best
made a home in the wilderness
he built a cabin
and a winter store
and he ploughed up the ground
by the cold lake shore
and the other travellers came
riding down the track
and they never went further,
no, they never went back
then came the churches
then came the schools
then came the lawyers
then came the rules
then came the trains and
the trucks with their loads
and the dirty old track
was the telegraph road

Then came the mines
then came the ore
then there was the hard times
then there was a war
telegraph sang a song
about the world outside
telegraph road
got so deep and so wide
like a rolling river

And my radio says tonight it’s gonna freeze
people driving home from the factories
there’s six lanes of traffic
three lanes moving slow

I used to like to go to work
but they shut it down
I got a right to go to work
but there’s no work here to be found
yes and they say we’re gonna have to pay
what’s owed
we’re gonna have to reap
from some seed that’s been sowed
and the birds up on the wires
and the telegraph poles
they can always fly away
from this rain and this cold
you can hear them singing
out their telegraph code
all the way down
the telegraph road

You know I’d sooner forget
but I remember those nights
when life was just a bet
on a race between the lights
you had your head on my shoulder
you had your hand in my hair
now you act a little colder
like you don’t seem to care
but believe in me baby
and I’ll take you away
from out of this darkness
and into the day
from these rivers of headlights
these rivers of rain
from the anger that lives
on the streets with these names
‘cos I’ve run every red light
on memory lane
I’ve seen desperation
explode into flames
and I don’t want to see it again

From all of these signs saying
sorry but we’re closed
all the way down the telegraph road

La via del telegrafo

Molto tempo fa
un uomo arrivò lungo un sentiero
dopo aver camminato per trenta miglia
con uno zaino sulle spalle
posava il suo sacco
dove credeva fosse un buon posto
e costruiva una casa in quel luogo selvaggio
arrangiava una baracca
e un rifugio per l’inverno
arava il terreno vicino
alla riva di un gelido lago.
Gli altri viaggiatori arrivavano
cavalcando dallo stesso sentiero
non proseguivano
e non tornavano indietro
poi arrivarono le chiese,
poi arrivarono le scuole
poi arrivarono gli avvocati,
poi arrivarono le leggi
poi arrivarono i treni
e i camion con il loro carichi
e il polveroso e vecchio sentiero
divenne la strada del telegrafo

poi arrivarono le miniere,
poi arrivarono i minerali
poi vennero tempi duri,
poi scoppiò una guerra
il telegrafo cantava canzoni
da tutto il mondo
la strada del telegrafo
diventò così profonda e così vasta
come un fiume tumultuoso

La mia radio dice che stanotte gelerà
le persone tornano in auto dalle fabbriche
ci sono sei corsie di ingorgo
tre corsie a passo d’uomo…

Solitamente mi piaceva andare a lavorare,
ma loro hanno chiuso
ho il diritto di lavorare,
ma di lavoro non ce n’è
sì, e vogliono che paghiamo
quello che è dovuto
dobbiamo mietere il raccolto
dei semi che sono stati piantati
gli uccelli alti sui fili
e sui pali del telegrafo
possono sempre scappare
da questo freddo e questa pioggia
puoi sentirli cantare
il loro codice morse
per tutta il tempo lungo
la strada del telegrafo

Sai che vorrei dimenticare presto,
ma che ricorderò queste notti
quando la vita era solo una scommessa
di una corsa tra le luci
avevi la testa sulle mie spalle,
la tua mano nei miei capelli
adesso ti comporti freddamente,
come se non te ne importasse
ma credi a me, ragazza,
e ti porterò via
fuori da questa oscurità,
nella luce del giorno
da questi fiumi di fari,
da questi fiumi di pioggia
dall’odio che vive
nelle strade con questi nomi
perchè ho superato ogni semaforo rosso
lungo la via della memoria
ho visto la disperazione
esplodere in fiamme
e non voglio vederlo ancora

Da tutti questi cartelli che dicono
“Ci dispiace, ma abbiamo chiuso”
tutte le vie della strada del telegrafo

* grazie a Christian per le correzioni

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