Achilles last stand – Led Zeppelin

Achilles last stand (L’ultima impresa di Achille) è la traccia che apre il settimo album dei Led Zeppelin, Presence, pubblicato il 31 marzo del 1976.

Formazione Led Zeppelin (1976)

  • Robert Plant – voce
  • Jimmy Page – chitarra
  • John Paul Jones – basso, tastiere
  • John Bonham – batteria

Traduzione Achilles last stand – Led Zeppelin

Testo tradotto di Achilles last stand (Page, Plant) dei Led Zeppelin [Swan Song Records]

Achilles last stand

It was an April morning
when they told us we should go
As I turn to you, you smiled at me
How could we say no?

With all the fun to have,
to live the dreams we always had
Oh, the songs to sing,
when we at last return again

Sending off a glancing kiss,
to those who claim they know
Below the streets that steam and hiss,
The devil’s in his hole

Oh to sail away,
To sandy lands and other days
Oh to touch the dream,
Hides inside and never seen.

Into the sun the south the north,
at last the birds have flown
The shackles of commitment fell,
In pieces on the ground

Oh to ride the wind,
To tread the air above the din
Oh to laugh aloud,
Dancing as we fought the crowd

To seek the man whose pointing hand,
The giant step unfolds
With guidance from the curving path,
That churns up into stone

If one bell should ring,
in celebration for a king
So fast the heart should beat,
As proud the head with heavy feet.

Days went by when you and I,
bathed in eternal summers glow
As far away and distant,
Our mutual child did grow

Oh the sweet refrain,
Soothes the soul and calms the pain
Oh Albion remains,
sleeping now to rise again

Wandering and wandering,
What place to rest the search
The mighty arms of Atlas,
Hold the heavens from the earth

The mighty arms of Atlas,
Hold the heavens from the earth
From the earth…

I know the way, know the way,
know the way, know the way [X2]

Oh the mighty arms of Atlas,
Hold the heavens from the earth.

L’ultima impresa di Achille

Fu in una mattinata d’aprile
che ci dissero che dovevamo andare
E come ti ho guardata, tu mi hai sorriso,
come avremmo potuto dire di no?

Con tutto il piacere che avremmo provato,
a vivere i sogni che da sempre abbiamo avuto
oh, le canzoni da cantare,
quando alla fine saremmo tornati

Mandando baci sfuggenti
a questi che si vantano di conoscere
sotto le strade si agita e sibila
il diavolo nella sua buca

oh navigare lontano,
verso terre remote e altri giorni
oh toccare il sogno,
nascondercisi dentro e non essere visti

Nei soli del Sud e del Nord,
alla fine gli uccelli sono partiti
le catene che ci legavano sono cadute,
rotte in mille pezzi al suolo

oh cavalcare il vento,
portare l’aria oltre il rumore
oh ridere forte,
ballare come abbiamo combattuto la folla

Ricercare l’uomo che ha puntato la mano,
Il passo del gigante si dispiega
come una guida, dal sentiero curvilineo
che ribolle in pietra

Se una campana dovrà suonare
per celebrare un re
il cuore dovrà battere così forte,
come sarà fiera la testa con i piedi pesanti

i giorni sono passati da quando tu ed io
ci siamo immersi nell’eterno splendore estivo
così come lontani e distanti
i nostri figli mutuali son cresciuti

Oh il dolce ritornello
addolcisce l’anima e calma il dolore
oh Albione rimane,
dormendo ora per rialzarsi di nuovo

Vagare e vagare,
dove fermare la ricerca?
Le potemti braccia di Atlante
tengono il cielo sopra la terra

Le potenti braccia di Atlante
tengono il cielo sopra la terra
sopra la terra…

So la stada, so la strada
so la strada so la strada [x2]

Le potenti braccia di Atlante
tengono il cielo sopra la terra

* traduzione inviata da Guglielmo

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